Ci stiamo sintonizzando

Restart Web Radio per la Giornata della memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

Restart Web Radio per la Giornata della memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

Italia ferma per l’emergenza coronavirus, ma il ricordo e l’impegno per le vittime della camorra non si fermano. L’iniziativa di Libera diventa Social.

Tre anni fa, il 21 marzo 2017, partecipavo alla marcia in memoria delle vittime innocenti delle mafie, insieme ai professionisti sanitari e ai pazienti del Ser.D. dell’Asl Napoli 1. Persone di tutte le età si radunarono nel quartiere di Ponticelli e percorsero un lungo tratto abbracciando diversi rioni, fino ad arrivare al Parco Conocal, dove è avvenuta la commemorazione. Lungo il percorso, ci affiancavano i rappresentanti dell’associazione Libera contro le mafie, promotrice ufficiale della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Tre anni fa il suono dei tamburi scandiva il ritmo dei nostri passi e i cori contro le mafie, così come oggi, dai balconi, scandisce il ritmo dei nostri cuori. Ancora una volta la musica unisce i napoletani nelle loro intenzioni e stati d’animo. A centinaia si affiancarono a noi lungo la strada e a migliaia arrivammo al Parco Conocal. Le emozioni erano forti e condivise: bastava uno sguardo per ritrovare rispecchiato nel prossimo il nostro stato d’animo colmo di speranza per il futuro e di nostalgia per coloro che ci sono stati sottratti dalla camorra.
A turno i partecipanti, in rappresentanza della cittadinanza tutta, proclamavano i nomi delle vittime innocenti delle mafie. Un elenco lughissimo che purtroppo da allora non ha accennato a fermarsi. Nel 2019 infatti in tutta Italia sono stati registrati oltre 1000 morti a causa della criminalità, di cui 358 in Campania.

Lo stesso tipo di cerimonia si è tenuta per 25 anni in tutte le città italiane alla stessa ora e in diretta televisiva. Quest’anno, per la prima volta, non si terrà la consueta manifestazione nelle piazze italiane, a causa del divieto di assembramenti di persone.
Tuttavia, come web radio dedicata a Paolino Avella, giovane vittima di criminalità, non possiamo restare muti rispetto a questa importante ricorrenza. Paolino era un giovanissimo concittadino, che ha perso la vita a soli 18 anni, nel corso di una tentata rapina fuori scuola. Era nostra intenzione invitare in trasmissione il fratello di Paolino, Fabrizio Avella, in occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno. Purtroppo tale intenzione non si è concretizzata a causa delle misure restrittive di cui tutti siete al corrente. Sarà nostra cura riorganizzare l’incontro con i familiari di Paolino Avella non appena sarà superata l’emergenza coronavirus e potremmo gradualmente ritornare alla normalità.

Attualmente sono stati presi provvedimenti anche a livello nazionale: la manifestazione è stata rinviata al 23-24 ottobre 2020, data in cui, presumibilmente potremmo iniziare a riproporre assembramenti nelle piazze. Naturalmente vi terremo aggiornati in merito agli sviluppi.
Come ogni anno è possibile seguire in streaming la lettura dei nomi delle vittime da un luogo simbolico e ascoltare un messaggio di don Luigi Ciotti, collegandosi al sito ufficiale di Libera e alla pagina Facebook.

LA STORIA DELLA GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL'IMPEGNO IN RICORDO DELLE VITTIME DI MAFIA

La Giornata della Memoria e dell’Impegno non è una celebrazione fine a se stessa, ma è la tappa di un lungo cammino che l’Associazione Libera contro le mafie percorre da 25 anni. La memoria e l’impegno non si spengono e anche noi vogliamo dare il nostro contributo, affinché la fiamma che illumina le coscienze non cessi mai di risplendere.
Ogni anno dal 1996, il 21 marzo, l’associazione Libera celebra la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. La proposta di legge che ha istituito e riconosciuto ufficialmente questa iniziativa è stata approvata soltanto il 1 marzo 2017, con voto unanime alla Camera dei Deputati.

Questa giornata, oltre ad essere una celebrazione in memoria delle vittime, vuole rappresentare anche l’occasione per mandare un abbraccio simbolico ai familiari delle vittime, oltre che risvegliare le nostre coscienze e sensibilizzare l’opinione pubblica (semmai ce ne fosse ancora bisogno).
L’85% dei familiari non conosce ancora la verità sulla morte dei propri cari. Per tale ragione e per rivendicare i propri diritti, i familiari delle vittime e l’ass.ne Libera si sono riuniti in una protesta pacifica a Piazza Montecitorio, il 18 febbraio scorso, davanti al Parlamento italiano. Il loro intento è chiedere giustizia, verità e diritti.
Non benefici, come precisa il loro portavoce, Don Luigi Ciotti, presidente di Libera: i diritti devono essere fruiti, non solo essere scritti su carta.

In primis, i familiari delle vittime chiedono che sia riconosciuto lo status di vittima di mafia anche a coloro che sono stati uccisi prima del 1 gennaio 1961; poi che le vittime del dovere e delle mafie vengano equiparate alle vittime di terrorismo, al fine di evitare inutili disparità; infine, chiedono che riguardo l’estraneità della vittima e dei suoi familiari da ambienti mafiosi fino al 4° grado di parentela, sia fatta una valutazione caso per caso.
Vogliamo ricordare il caso emblematico di Gelsomina Verde, della quale abbiamo già parlato in un nostro precedente articolo: Gelsomina era una ragazza di 22 anni, di Scampia, torturata e uccisa nel 2004, da coloro che stava tentando di aiutare. Gelsomina era una ragazza semplice, lavorava in una pelletteria ed era dedita al volontariato in carcere; inoltre faceva la babysitter, accudendo i bambini di persone detenute che poi si rivelarono i suoi aguzzini. A Gelsomina Verde non è riconosciuto lo status di vittima “innocente” di camorra, in quanto un cugino di secondo grado del padre risultava avere dei precedenti per associazione a delinquere.

Quest’anno a causa dell’emergenza coronavirus, la missione di Libera contro le mafie si sposta sui social. Da alcuni giorni è in onda in TV lo spot RAI per dare voce all’iniziativa dell’associazione Libera.

Dove c’è mancanza di regole, di diritto si affermano il non diritto e la sopraffazione. Bisogna risalire alle cause della camorra per sanarne la radice che è marcia… dove regnano povertà, emarginazione, disoccupazione e disagio è facile che la mala pianta della camorra nasca e si sviluppi

Don Peppe Diana “Per amore del mio popolo”

Articolo a cura di

Chiara Auletta

Chiara Auletta

Speaker / Articolista Web
Curatrice delle rubriche inerenti l’attualità.

Articolo a cura di

Chiara Auletta

Chiara Auletta

Speaker / Articolista Web
Curatrice delle rubriche inerenti l’attualità.

Piaciuto l’articolo? Condividilo!

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on email
guest

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

0 Commenti
Inline Feedbacks
Mostra tutti i commenti
Scroll Up